Fare un anno di Servizio Civile Universale in una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII significa vivere un’esperienza concreta, quotidiana e profondamente umana. Un’esperienza a stretto contatto con persone che hanno bisogno di relazioni autentiche più che di semplici servizi. È un’occasione di mettersi in gioco con le proprie capacità, emozioni, competenze e, perché no, fragilità, in un cammino condiviso di crescita personale e sociale.
Ok, ma cos’è in parole povere una casa famiglia?
Una casa famiglia è un’abitazione vera e propria in cui una famiglia accoglie persone in difficoltà, soprattutto bambini provenienti da contesti familiari problematici o assenti e minori e adulti con disabilità. Può capitare anche che vengano accolte donne in situazioni di fragilità, persone straniere richiedenti protezione internazionale, uomini e donne che soffrono di dipendenza. Qui si vive insieme come una famiglia vera e propria, condividendo pasti, giornate, relazioni, fatiche e conquiste: non è assistenza “da fuori”, ma vita quotidiana condivisa, dove l’obiettivo è far sentire ogni persona accolta e parte di un contesto familiare.
Come scegliere la casa famiglia e il progetto di Servizio Civile giusti?
Nel bando di Servizio Civile Universale 2026 con la Comunità Papa Giovanni XXIII sono tanti i posti disponibili presso case famiglia dell’associazione, più di 130 su tutto il territorio italiano. I criteri per orientarsi sono diversi, è possibile scegliere il luogo più vicino navigando la mappa dei posti disponibili o l’ambito di intervento più affine ai propri interessi, usufruire dei posti riservati a giovani con minori opportunità o sperimentarsi a 360° in un progetto lontano da casa con la possibilità del vitto e alloggio.
Cosa fa un/a volontario/a in Servizio Civile in una Casa Famiglia?
In casa famiglia i giovani e le giovani in Servizio Civile entrano concretamente nella vita della casa e affiancano la famiglia nelle attività quotidiane. Nel concreto significa aiutare i bambini a fare i compiti, stare con loro nel pomeriggio, giocare o proporre attività laboratoriali ed espressive. Significa supportare persone con disabilità, minori o adulte, nelle piccole azioni di ogni giorno: uscire per una passeggiata, preparare il pranzo, fare un giro in bici. Tutto questo, avendo la cura di rafforzare i comportamenti positivi, osservare le possibili difficoltà, educare all’espressione di sé, alla fiducia reciproca e nelle proprie capacità, sostenendo l’integrazione.
“Per me fare servizio civile in casa famiglia è stato entrare in una seconda casa” ci ha condiviso Lucia, che sta facendo Servizio Civile in una Casa Famiglia di Fano (PU). “Non è sempre facile – prosegue – entrare in una dinamica famigliare, però è bello vedere come alla fine l’amore prevale su ogni cosa”. Si tratta quindi di attività (apparentemente) semplici, che richiedono presenza e disponibilità.
Servizio Civile: non “fare per”, ma “stare con”
La particolarità di questa esperienza sta nelle relazioni che si creano: non si tratta solo di aiutare qualcuno, ma di condividere tempo, emozioni, quotidianità e competenze socio-relazionali. “Il Servizio Civile non è ‘fare per’, ma ‘stare con’”, racconta Luiza, descrivendo giornate fatte anche di momenti molto semplici. Proprio questi momenti normali diventano fondamentali perché permettono alle persone accolte di sentirsi meno sole e più parte della comunità. Chi sceglie questo percorso lo fa spesso per uscire dalla propria zona di comfort. “Non cercavo un’esperienza comoda, ma qualcosa che mi insegnasse a stare con gli altri”, racconta ancora Luiza.
Il Servizio Civile in Casa Famiglia è un’esperienza concreta, che mette alla prova ma che allo stesso tempo fa crescere molto. Si imparano empatia, pazienza, gestione delle emozioni. Durante l’anno si incontrano anche educatori, operatori sociali e altre figure del terzo settore, imparando sul campo da un osservatorio “privilegiato” cosa significa lavorare nel sociale. Le case famiglia non sono solo in Italia, si può fare Servizio Civile anche all’estero! Scopri tutti i progetti all’estero
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