Si è chiuso lo scorso 16 aprile il bando di Servizio Civile 2026 e sono 533 i/le giovani che hanno scelto di candidarsi con la Comunità Papa Giovanni XXIII: 283 per i progetti in Italia e 250 per quelli all’estero Caschi Bianchi. Un dato che conferma l’interesse dei giovani verso un’esperienza di impegno sociale e solidarietà, sia sul territorio nazionale sia in contesti internazionali.
Interesse confermato anche a livello generale: in una nota, il Ministro Abodi ha sottolineato le “candidature da record”. Sono state infatti 157.998 le domande presentate per i 65.964 posti totali disponibili tra Italia ed estero, il valore più alto di sempre, lo scorso anno le candidature erano state 135.000
Cosa succede ora? I colloqui di selezione per il Servizio Civile
Con la chiusura del bando si apre ora la fase delle selezioni. Tutti/e i/le candidati/e saranno convocati/e per un colloquio, con un preavviso di almeno 10 giorni.
Le convocazioni verranno pubblicate sul sito www.serviziocivile.apg23.org con valore di notifica ufficiale, accompagnata da una comunicazione via email all’indirizzo indicato in fase di candidatura. È quindi fondamentale controllare regolarmente sia la posta elettronica, inclusa la cartella spam, sia il sito. I colloqui si svolgeranno tra l’inizio di maggio e la prima metà di giugno, con pubblicazione delle date in modo progressivo. La mancata presentazione al colloquio comporterà l’esclusione dal processo di selezione.
La dichiarazione di Laura Milani e l’augurio ai candidati e alle candidate
“Tra le motivazioni per cui i candidati dichiarano di aver fatto domanda con la Comunità Papa Giovanni XXIII prevale “fare qualcosa per gli altri” e in secondo luogo “affinità col proprio percorso formativo e professionale”. In altre parole – ha dichiarato Laura Milani, Responsabile del Servizio Civile per l’associazione, commentando le candidature ricevute – “a muovere i giovani a scegliere il servizio civile c’è l’intuizione che questa è un’esperienza originale, diversa dalle altre: formativa sì, ma concreta. Un “fare per” che richiama l’I CARE di don Milani, che significa “m’importa, mi interessa”. Anche questa è nonviolenza, sentire che la vita dell’altro vale quanto la mia e che posso fare qualcosa per migliorarla.
Non si tratta soltanto di un’esperienza generativa “per gli altri” – conclude Milani – ma anche per chi la fa, perché sa intercettare gli interessi, le abilità, le risorse di ciascuno per farle fiorire. Allora ecco il nostro augurio a quanti hanno scelto i progetti di Servizio Civile della Comunità: che sia un’esperienza generativa, nonviolenta e di impegno!”
I/le candidate/i al Servizio Civile con Apg23: un’età media di 23 anni e con background formativi eterogenei
Il profilo dei/lle candidati/e restituisce l’immagine di un gruppo giovane e variegato. L’età media è di 23 anni, con una forte prevalenza femminile: 385 candidate contro 148 candidati. Tra questi, 132 giovani hanno tra i 18 e i 20 anni, mentre 80 si collocano nella fascia tra i 27 e i 28 anni. Dal punto di vista formativo, la maggioranza possiede un diploma di scuola secondaria di secondo grado (252), seguiti da 116 con laurea triennale e 93 con laurea specialistica o magistrale. Non mancano anche 3 candidati/e con titolo di scuola primaria, 3 con titoli conseguiti all’estero non riconosciuti in Italia e 4 senza alcun titolo di studio. Inoltre, 222 giovani risultano attualmente iscritti a un percorso di studi. Per quanto riguarda i posti riservati a giovani con minori opportunità, sono state presentate 66 candidature su 68 disponibili.
Le graduatorie e l’inizio dell’anno di Servizio Civile
Una volta conclusi i colloqui, le graduatorie saranno rese note nella seconda metà di giugno. I candidati e le candidate risultati/e “idonei non selezionati” potranno comunque valutare la possibilità di inserirsi in altri progetti con posti ancora disponibili. Per i giovani che supereranno la selezione, l’avvio del Servizio Civile con la Comunità Papa Giovanni XXIII è fissato per il 18 settembre 2026. Nel caso dei progetti Caschi Bianchi all’estero, la partenza verso le destinazioni avverrà dopo un primo mese di formazione residenziale iniziale.
Si entra dunque nella fase decisiva del percorso, che porterà centinaia di giovani a vivere un anno di servizio e crescita personale, tra impegno sociale e formazione sul campo.

