CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE 2026- EUROPA BALCANICA
Un anno accanto a minori e adulti in condizioni di vulnerabilità in Albania e Romania
In ALBANIA, nella città di Scutari
In ROMANIA, nella città di Bucarest
In Albania vivrai insieme a donne e minori in stato di bisogno, affiancandoli nei loro percorsi attraverso la condivisione della quotidianità, l’accompagnamento a visite mediche e burocratiche, etc. Affiancherai i minori in attività di doposcuola pomeridiano, realizzate in casa e in un centro pomeridiano attivo nel territorio, e vivrai momenti di gioco e svago con loro. Supporterai gli operatori nella mappatura, monitoraggio dei bisogni e nelle visite domiciliari a famiglie vulnerabili del distretto di Scutari, distribuendo loro alimenti e beni di prima necessità.
In Romania, a Bucarest incontrerai persone adulte vulnerabili, senza fissa dimora e/o con problemi di dipendenza, grazie al servizio di unità di strada che offre loro un pasto caldo e tanto ascolto, e all’accoglienza in una struttura dell’ente. Collaborerai alla realizzazione di attività ludiche e di animazione con bambini, disabili e non, che vivono in situazioni di forte disagio nel territorio di Bucarest. Qui aiuterai bambini vulnerabili anche a svolgere i compiti e organizzerai con loro giochi e laboratori creativi.
Approfondirai il contesto sociale, economico e culturale dell’Albania e della Romania, ed avrai possibilità di monitorare e documentare la situazione dei diritti umani delle persone che vivono ai margini della società.
Albania: 4
Romania: 2
I candidati interessati a presentare domanda per l’Albania devono necessariamente essere di sesso femminile, per le attività a stretto contatto con donne provenienti da contesti di violenza, nei quali si evidenza una marcata fragilità affettiva e relazionale
I colloqui di selezione si svolgono tutti, senza eccezioni, obbligatoriamente in presenza.
caschibianchi@apg23.org
“Shkodër è doppia: in luce e in ombra, visibile e nascosta, ma sempre intrecciata a sé stessa. Sono opposte, ma inevitabilmente conviventi. La sua ragnatela, costruita e dimenticata, diventa una mappa emotiva sospesa nel cielo, un archivio di ciò che è stato e di ciò che ancora non sappiamo leggere. È una rete vissuta e taciuta, che respira nell’anima di Shkodër e si ritrova negli occhi di chi la attraversa ogni giorno“
Giulia, volontaria in Servizio Civile con Apg23 a Scutari

