Oggi, mercoledì 27 maggio, si conclude l’anno di Servizio Civile per 80 volontari e volontarie impegnati/e nelle tante strutture della Comunità Papa Giovanni XXIII in tutta Italia. Un’esperienza intensa, vissuta accanto alle persone più fragili, nelle case famiglia, nelle case di accoglienza, nei servizi educativi e nei progetti sociali promossi dall’associazione.
Durante questi dodici mesi, i giovani e le giovani hanno scelto di dedicare tempo, energie e competenze al servizio degli altri, condividendo la quotidianità con persone in difficoltà e contribuendo concretamente alla costruzione di relazioni di solidarietà, inclusione e pace. Un impegno quotidiano che, attraverso la prossimità e la nonviolenza, rappresenta anche un contributo concreto alla costruzione di una società più giusta e pacifica.
Prima vuoto, poi sovrabbondanza: un cambiamento profondo.
«In questo percorso – ci ha condiviso Elisa, volontaria in Servizio Civile nel progetto “Avrò cura di te” – tutti mi hanno insegnato qualcosa: dai bambini del doposcuola ai ragazzi con disabilità della casa famiglia. Ma, sopra ogni cosa, porterò con me il valore che ognuno di loro mi ha trasmesso: ogni bambino che mi ha considerata un “luogo sicuro”, ogni persona che mi ha ringraziata per essere rimasta in silenzio ad ascoltarla. Mai avrei immaginato che un solo anno potesse innescare un cambiamento così profondo. Ciò che porterò con me, oltre alla gratitudine per le piccole cose, è la consapevolezza che prendersi il tempo per capire cosa vogliamo offrire al mondo non sarà mai uno spreco. Sono partita con l’idea di fare il Servizio Civile perché ero bloccata, non sapevo cosa fare della mia vita. E ora? Ora sono più confusa di prima, ma con una differenza fondamentale: prima la confusione era un vuoto, ora è una sovrabbondanza. Ho visto così tante sfumature della vita che ora scegliere una sola strada sembra quasi limitante».
Le parole e il ringraziamento del Presidente dell’associazione, Matteo Fadda
La Comunità Papa Giovanni XXIII desidera esprimere un sentito ringraziamento a tutti i volontari e le volontarie che hanno concluso questo percorso, per l’impegno, la disponibilità e la passione dimostrati nel corso dell’anno. A ciascuno/a di loro va l’augurio di poter proseguire il proprio cammino umano, professionale e personale facendo tesoro dell’esperienza vissuta.
«Il servizio civile rappresenta una scuola di vita straordinaria – ha dichiarato Matteo Fadda, Presidente dell’associazione – In questo anno questi/e giovani hanno saputo mettersi in gioco con generosità, condividendo tempo, ascolto e vicinanza con tante persone fragili. Hanno contribuito in modo concreto anche alla costruzione della pace, attraverso gesti quotidiani di accoglienza, dialogo e solidarietà. A nome di tutta la Comunità desidero ringraziarli sinceramente per quanto hanno donato. Ci auguriamo che questa esperienza lasci in loro il desiderio di continuare a costruire una società più giusta, attenta, pacifica e solidale. In noi certamente ha lasciato una grande ricchezza».
Accanto ai volontari e alle volontarie che terminano il loro percorso in Italia, prosegue invece l’esperienza dei/lle 32 attualmente impegnati/e nei progetti di Servizio Civile Caschi Bianchi all’estero, in diversi Paesi del mondo. Per loro l’anno di servizio si concluderà all’inizio di settembre, al termine di un’esperienza di condivisione, cooperazione internazionale e promozione della pace vissuta a fianco delle comunità locali e delle persone più vulnerabili.

