Finalmente l’attesa è finita

servizio civile estero

Scritto da Maria Pilar Maronilli, Casco Bianco in servizio civile in Cile a Santiago del Cile

A circa quattro mesi dall’avvio del servizio civile, vorrei tanto scrivervi affacciata alla finestra osservando le Ande, ma purtroppo sono ancora in Italia. Mi risulta perciò complesso raccontare questi primi tempi di servizio senza pensare alla frustrazione e incertezza che li ha caratterizzati; ma andiamo con ordine.

Sono nata in Cile, nel mezzo di un’esperienza di volontariato dei miei genitori, e da sempre sogno di ritornarci, di scoprire e assaporare da vicino questo mondo a cui mi sento tanto legata. Ma non ho mai pensato di farlo come semplice turista, credo che per conoscere veramente un nuovo paese, una cultura così distante dal nostro quotidiano, sia necessario entrarci in punta di piedi, cambiando prospettiva e partendo dal basso.

L’esito delle selezioni del bando è capitato proprio a pennello tra la fine dei miei studi universitari e l’incertezza riguardo il mio futuro lavorativo e ho subito percepito che questo era il momento giusto e soprattutto la modalità perfetta per realizzare uno dei miei più grandi sogni.

Il primo mese di formazione è stato intenso e ricco di stimoli, tanto che mi chiedo se sarò stata capace di recepire ogni singolo aspetto per poi ricordarmene una volta a Santiago. La marcia in più l’ha data certamente la settimana in presenza a San Marino, in cui ogni compagno di viaggio mi ha arricchito con la sua storia e si è formato un gruppo ben coeso e tanto diversificato, all’interno del quale ognuno è stato una parte importante di quest’esperienza.

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