Il mio “far parte”

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Scritto da Serena Scatoli, volontaria in Servizio Civile a Bastia Umbra (PG) nel progetto “Fuori dal guscio 2025”

Ho scelto di fare Servizio Civile perché ho capito che desidero un lavoro in cui sentirmi utile e in cui posso contribuire attivamente, perché l’interazione con le persone fragili rafforza la mia empatia e il sentirmi soddisfatta/appagata a fine giornata.

Il Servizio Civile in questo senso è una grandissima opportunità per noi ragazzi perché ci permette di avere un’autonomia economica grazie al rimborso mensile previsto e al contempo è un ponte verso il mondo del lavoro.

Svolgo Servizio Civile al Centro Diurno “Faccio Parte” a Bastia Umbra (PG) dove sono a contatto con persone disabili, giovani e anziani. Insieme facciamo numerosissime attività di gruppo tra cui arteterapia, musicoterapia, ippoterapia, teatro, laboratori di cucina, registrazione di podcast… attività piuttosto coinvolgenti per i ragazzi ma anche per noi operatori e volontari.

Tanti momenti mi stanno rimanendo nel cuore come per esempio la preghiera collettiva del mattino con canti e musiche nonché l’attività teatrale che si è conclusa con una recita, in cui sono stata anche io protagonista, presso il Teatro Excelsior di Bettona (PG). Si trattava di uno spettacolo teatrale intitolato “Originali, non fotocopie”: il focus era sulla differenza tra “originale” e “fotocopia” per sottolineare l’importanza di essere se stessi e non la riproduzione di qualcos’altro o di qualcun altro. È stato un momento difficile perché è stato molto impegnativo per me essendo una persona riservata e timida. Mi sono messa in gioco salendo sul palco e mettendomi a ballare.

Infine, anche i pasti in cui ci fermiamo a parlare di tutto quello che ci passa per la testa sono dei momenti importanti di condivisione e costruzione di un rapporto amichevole. In quei momenti ci si rilassa e nessuno più è una persona con disabilità, un operatore o un volontario ma siamo un semplice gruppo di persone che si rilassa ridendo e raccontando la propria vita. Sono veri momenti di aggregazione.

Ecco, per me il Servizio Civile è una specie di rivelazione di me stessa nel senso che capisco alcuni aspetti di me che a volte ignoravo come la pazienza, la tolleranza e soprattutto il ridimensionare i miei umori. In effetti, grazie ai ragazzi che frequentano il Centro mi accorgo della loro positività nei confronti della vita nonostante le loro situazioni che a volte non sono semplici.

Per concludere, l’esperienza del servizio civile è assolutamente positiva al 100%.