Servizio Civile in una casa famiglia Apg23 nel torinese

Cosa significa fare Servizio Civile in una casa famiglia Apg23 nel torinese? Ce lo raccontano Elisa, Oscar, Rebecca e Matteo, i volontari attualmente in servizio nel progetto “Avrò cura di te 2025”. Guarda il video che hanno realizzato!

Dove l’amore non chiede parole: la casa che non sapevo di cercare

Tra fatiche e momenti intensi e carichi di amore condiviso, Ahlam ripercorre questi mesi di servizio e il rapporto che ha instaurato con le persone accolte. “Mi ricorderanno?” si chiede, ma quello che può rispondersi oggi è che sicuramente lei li ricorderà: “ho una casa da cui sono passata, dove ho trascorso un anno, dove ho imparato ad amare, dove ho trovato famiglia.”

Mettersi in gioco

“Ogni giornata rappresenta un’occasione di apprendimento e arricchimento personale, fatta di relazioni, piccoli gesti e momenti di condivisione”. Gabriela ci porta dentro il suo Servizio che sta svolgendo a Biella (BI) al centro aggregativo Aliante nel progetto “Centro in Movimento 2025”.

Crescere insieme, ogni giorno

“Ho cambiato il mio modo di guardare la disabilità e ho capito che l’inclusione passa dalla normalità, dal rispetto e dalla continuità”. Luiza Maria sta svolgendo il suo anno di Servizio Civile a Pescara (PE) nella casa famiglia Mia Gioia: un’esperienza intensa da cui nascono preziose riflessioni sul tema della disabilità e dell’inclusione.

Un capitolo della mia vita

“Un’altra cosa che ho apprezzato molto di questi mesi di servizio sono state le formazioni, mi hanno permesso di incontrare, conoscere e condividere momenti con altre persone che stanno svolgendo il servizio come me, potendo far tesoro ognuno delle esperienze, capacità e competenze degli altri.” Il Servizio Civile è anche questo! Ce lo racconta Francesco, volontario in Servizio Civile a Macerata (MC) nel progetto “Fuori dal guscio 2025”