Scritto da Nicoletta Dessì, volontario in Servizio Civile a La Paz nel progetto “CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE – BOLIVIA 2024”

Querida Bolivia,

Ti prendo e riprendo tra le mani molto spesso ultimamente, attraverso foto, lettere, portafogli in tessuto andino, qualche canzone e qualche ricordo. Ricordi che ancora mi sembrano sogni, come se un anno di vita vissuta insieme possa esistere solo in un mondo immaginario, che non esiste. Caspita, invece esiste eccome, è successo per davvero!  
Sono passati sette mesi e la mia vita in Sardegna ha ormai ripreso il suo corso, sono tornata nei miei luoghi, alle mie amate montagne (un po’ più basse delle tue), alle mie persone, a ciò che da sempre chiamo casa. Se c’è una cosa che mi hai insegnato, e che finalmente ho consolidato dentro di me, è che ognuno di noi ha la facoltà di scegliere a quale velocità andare. Si può scegliere di coltivare la vita con frenesia, di correre da una parte all’altra senza sapere realmente quale sia la direzione, e poi si può decidere, solitamente in silenzio, di vivere intensamente ogni attimo, con semplicità. Questo ho vissuto con te, il vivere i momenti senza pensare troppo al domani. Il vivere la vita adesso, qui ed ora, perché l’universo cambia in continuazione e non sappiamo davvero cosa succederà, domani.

Il servizio civile mi ha permesso di incontrare l’altra parte di me. Non avrei mai pensato di ritrovarla dall’altra parte del mondo, eppure è andata così. E ora mi trovo qui, seduta per terra in campagna a rileggere queste righe dopo mesi in cui le parole proprio non venivano fuori, e a ripartire da 0 un’altra volta, convinta che di casa ne ho più di una. E che forse da adesso in poi, casa sarà ogni luogo in cui mi sentirò bene

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