Un anno che cambia lo sguardo: il nostro Servizio Civile nella casa famiglia di Pompei
servizio civile italia TestimonianzeScritto da Anna Gabbiano ed Eleonora Falanga, volontarie in Servizio Civile a Pompei (NA) nel progetto “Abitare oltre le barriere 2025”
Siamo Anna ed Eleonora e stiamo svolgendo Servizio Civile presso la casa di accoglienza e fraternità “Santa Maria del Cammino” a Pompei (NA). Quando abbiamo iniziato il nostro Servizio Civile, non immaginavamo quanto questa esperienza avrebbe inciso profondamente su di noi. Avevamo scelto questo progetto spinte dal desiderio di metterci al servizio degli altri, di vivere un ambiente umano e concreto e di conoscere più da vicino il mondo della fragilità e dell’accoglienza. Fin dai primi giorni, però, abbiamo capito che non si trattava solo di un’esperienza di volontariato ma di un vero percorso di crescita personale e collettiva.
Un percorso iniziato con la paura di non essere abbastanza, con il timore di non saper aiutare davvero, di non essere all’altezza di ciò che avremmo incontrato. Ma giorno dopo giorno, quelle paure hanno lasciato spazio a qualcosa di molto più grande: una famiglia.
In casa famiglia abbiamo conosciuto realtà diverse, complesse e vere, ed è proprio lì che abbiamo capito quanto l’umanità non abbia confini e quanto l’amore sappia unire anche quando il sangue non lo fa.
Questa esperienza ci ha formato profondamente, insegnandoci il valore delle piccole cose: un sorriso condiviso, una parola detta al momento giusto, il semplice sentirsi accolti e al sicuro, una chiacchierata con Anna e Renata, una risata con Coco, il “ciao amore” di Vittoria, il sorriso di Stefano, le prese in giro di Ivan, la dolcezza di Francesco e la forza di Taras. Ci hanno insegnato cosa significa davvero sentirsi a casa, non come luogo fisico, ma come spazio dell’anima. Ed è proprio in questi attimi che comprendiamo che il Servizio Civile non è solo “fare”, ma soprattutto esserci.
Persone come Renata e Ivan rappresentano l’esempio più autentico di cosa voglia dire donarsi agli altri. Con gesti semplici e un cuore immenso riescono a costruire ogni giorno qualcosa di straordinario. La loro casa, nonostante le difficoltà, è un intreccio di emozioni, risate, fragilità e una felicità genuina, semplice, ma incredibilmente contagiosa. La loro casa diventa casa di tutti.
Speriamo che tutti, almeno una volta nella vita, abbiano la possibilità di dedicarsi a un’esperienza come questa e di incontrare persone come loro.
Ma il Servizio Civile è stato anche crescita personale e condivisione. Le formazioni ci hanno aiutato a dare un senso più profondo a ciò che viviamo ogni giorno: educazione alla pace, inclusione, difesa della patria intesa come cura del bene comune. In particolare, la formazione residenziale vissuta a Rimini, che inizialmente sembrava stancante, si è rivelata invece una delle esperienze più belle e inaspettate: tre giorni condivisi con tante persone che non si conoscevano, eppure unite da qualcosa di più grande. Forse lo stesso progetto, forse gli stessi valori, ma sicuramente lo stesso desiderio di mettersi in gioco.
Così come il Festival Nazionale del Servizio Civile che si è tenuto a Napoli e a cui abbiamo partecipato insieme ad altri volontari in servizio. Qui sono nate amicizie vere, che resistono ancora oggi nonostante la distanza. Ci siamo visti una sola volta, ma è come se ci conoscessimo da sempre. Ed è proprio questo il bello della Comunità: sentirsi parte di qualcosa, riconoscersi negli altri, scoprire che non serve tempo per creare legami autentici, ma solo apertura e cuore.






