Una tappa fondamentale per guardare la vita con occhi nuovi

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Scritto da Ines Slimene, volontaria in Servizio Civile a Fiscaglia (FE) nel progetto “Tienimi per mano 2025”

Il Servizio Civile con la Comunità Papa Giovanni XXIII è stato per me un percorso intenso e profondamente formativo, non solo dal punto di vista pratico ma soprattutto umano. Fin dall’inizio ho avuto l’opportunità di svolgere servizio in una casa che accoglie un ragazzo con disabilità e bambini che hanno vissuto situazioni di difficoltà: un’esperienza che mi ha arricchita e messa alla prova. Ogni giorno qui è una scoperta, un incontro, un’emozione diversa. All’inizio avevo paura: non sapevo se sarei stata capace di capire i loro bisogni, di comunicare con loro. Ma poi, con il tempo, ho capito che non servono parole perfette: basta un sorriso, uno sguardo che dice “ci sono”.

Mi colpisce in particolare la forza di questi bambini, la loro capacità di essere felici per le piccole cose. Hanno tanto da insegnare a noi adulti: la pazienza, la fiducia, la gioia semplice del momento. A volte mi sento stanca, ma basta un loro sorriso per ricordarmi perché sono qui.

Le formazioni iniziali sono state fondamentali per comprendere i valori su cui si basa la comunità: la pace, la nonviolenza, la solidarietà e l’attenzione alle persone più fragili. Grazie a questi momenti ho imparato quanto sia importante l’educazione, l’ascolto e la presenza costante.

Durante il servizio ho vissuto molte giornate significative accanto ai ragazzi, condividendo con loro momenti di gioco, apprendimento e quotidianità. Un episodio che mi ha colpita particolarmente è stato rendermi conto di quanto anche un gesto semplice, come incoraggiare, ascoltare o offrire un sorriso, possa aiutare un ragazzo a sentirsi accolto e al sicuro. Questa esperienza mi ha insegnato ad avere pazienza, responsabilità e uno sguardo più attento ai bisogni degli altri.

Questo posto è diventato per me come una seconda casa. Sto imparando a guardare la vita con occhi nuovi, più grati, più attenti. Ogni giornata mi ricorda che il vero servizio non è solo “fare”, ma “esserci”, con il cuore aperto e la volontà di condividere.

Ho partecipato anche a momenti di vita comunitaria, uscite e attività condivise con tutta la casa. Queste esperienze hanno rafforzato il senso di appartenenza e mi hanno insegnato il valore del lavoro di squadra, della collaborazione e della fiducia reciproca, elementi fondamentali quando si lavora con i ragazzi.

Per me il Servizio Civile rappresenta una forma concreta di difesa della patria: una difesa non armata che passa attraverso la cura, l’educazione e l’accompagnamento delle nuove generazioni. Difendere la patria significa investire nel futuro, offrendo ai ragazzi attenzione, stabilità e valori di pace e rispetto.

Porterò con me questa esperienza come una tappa fondamentale del mio percorso di crescita personale e come un punto di riferimento per le mie scelte future.