Scritto da Jehona Lutfija e Alessia Faccin, Caschi Bianchi in Servizio Civile a Mansa nel progetto “CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE – AFRICA 2025”
Siamo Jehona e Alessia e stiamo svolgendo il nostro servizio civile a Mansa, nel nord dello Zambia. Durante questi mesi abbiamo avuto il piacere di entrare a far parte del coro della chiesa locale. Qui siamo state accolte a braccia aperte e abbiamo avuto la possibilità di incontrare persone e conoscere storie molto diverse tra loro. Tra queste c’è quella di Lucy, una donna intraprendente ed energica che ha deciso di condividere con noi la sua esperienza.
Dopo aver studiato economia all’università, essersi sposata e aver lavorato per diversi anni come impiegata bancaria, Lucy ha deciso di mettersi in proprio, collaborando con il Governo nella costruzione di strutture scolastiche. Ha avuto due figli, uno dei quali ha manifestato fin da subito difficoltà cognitive. Portarlo a scuola è sempre stato problematico: le insegnanti non si sentivano preparate a gestirlo e, in una classe di 30 alunni, veniva considerato un ostacolo al normale svolgimento delle lezioni.
Fin dai primi segnali, Lucy ha cercato un supporto medico per comprendere la situazione del figlio e poter intervenire in modo adeguato. Tuttavia, nonostante i periodi trascorsi nella capitale per rivolgersi ai migliori specialisti, la diagnosi di autismo è arrivata solo all’età di otto anni.
Durante questo difficile percorso, Lucy ha dovuto affrontare anche un’altra grande sfida: il confronto quotidiano con lo stigma associato alla disabilità. In Zambia, infatti, i ragazzi con disabilità vengono spesso nascosti, considerati motivo di vergogna agli occhi della società. Anche la sua famiglia ha impiegato anni prima di presentare il bambino alla comunità, con il desiderio di offrirgli una vita il più possibile normale, al di fuori delle mura domestiche.
In Zambia, secondo i dati raccolti dalle Nazioni Unite, circa il 10-11% della popolazione vive con una forma di disabilità e affronta quotidianamente grandi difficoltà nell’accesso all’istruzione, al lavoro e ai servizi sanitari, soprattutto nelle aree rurali, dove discriminazione e pregiudizi sono ancora molto diffusi.

