Scritto da Elisa Sarteur, volontaria in Servizio Civile a Volpiano (TO) nel progetto “Avrò cura di te 2025”

Ciao, sono Elisa e ho 28 anni. Svolgo il mio servizio tra il centro di ascolto, il doposcuola e la casa famiglia: inutile dire che la relazione è la parte fondamentale di questo “lavoro”, oltre che la più profonda. In questo percorso tutti mi hanno insegnato qualcosa: dai bambini del doposcuola ai ragazzi con disabilità della casa famiglia. Ma, sopra ogni cosa, porterò con me il valore che ognuno di loro mi ha trasmesso: ogni bambino che mi ha considerata un “luogo sicuro”, ogni persona che mi ha ringraziata per essere rimasta in silenzio ad ascoltarla e i volontari con cui ho condiviso questo percorso di crescita, a tratti assurdo. Quando per un anno condividi la quotidianità con persone diverse, immerse in realtà e difficoltà che avevi sempre considerato lontane da te, capisci quanto sei fortunata.

Come in ogni realtà sociale, non sono mancati i momenti di difficoltà, ma anche quelli hanno contribuito a riempire un bagaglio di esperienze immenso. Quando ho deciso di iscrivermi al bando per il SCU mi sentivo quasi “troppo vecchia” per vivere questa esperienza. Mi percepivo in ritardo, confusa sul futuro e bloccata nel mio percorso universitario. Ho sempre pensato che la vita dovesse seguire un percorso lineare, dove ogni traguardo ha un tempo prestabilito; invece, l’anno scorso ho deciso di scardinare questo sistema. Mi sono candidata per il progetto “Avrò cura di te 2025” con la Comunità Papa Giovanni XXIII, mettendo in pausa l’università e tutte quelle scelte “giuste” che inseguivo imperterrita. Mai avrei immaginato che un solo anno potesse innescare un cambiamento così profondo. Ciò che porterò con me, oltre alla gratitudine per le piccole cose, è la consapevolezza che prendersi il tempo per capire cosa vogliamo offrire al mondo non sarà mai uno spreco. L’unica competizione che vale la pena affrontare è quella con la nostra voglia di imparare e di crescere, ogni singolo giorno. Sono partita con l’idea di fare il Servizio Civile perché ero bloccata, non sapevo cosa fare della mia vita. E ora? Ora sono più confusa di prima, ma con una differenza fondamentale: prima la confusione era un vuoto, ora è una sovrabbondanza. Ho visto così tante sfumature della vita che ora scegliere una sola strada sembra quasi limitante.

Insieme ai volontari in Servizio Civile delle province di Torino e Biella, ho concluso il Servizio Civile così come in foto, grazie!