Scritto da Serena Giordanengo, volontaria in Servizio Civile a Santiago del Cile nel progetto “CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE – BRASILE E CILE 2025”
Nella Comunità Terapeutica Sandra Sabattini, situata a Peñalolén a Santiago del Chile, 15 uomini sono in un percorso di riabilitazione dalla dipendenza da droghe e alcol. Qui, interrogarsi su cosa significhi “essere uomo” permette di prendere coscienza di quanto certe credenze apprese ed interiorizzate fin da bambini abbiano influenzato emozioni, relazioni e consumo. Intraprendere un percorso di decostruzione degli stereotipi maschili e cercare di trovare insieme una mascolinità più sana è importante per un processo di riabilitazione efficace e duraturo.
Gli utenti della comunità attraverso un laboratorio sulla mascolinità trovano uno spazio per raccontarsi e interrogarsi insieme, in questo spazio raccontano le loro storie di vita e, in gruppo, esplorano il tema della mascolinità. Spesso emerge come, fin da piccoli, abbiano interiorizzato l’idea che per essere uomini solo alcune condotte siano permesse.
In Cile, il tema delle dipendenze da alcool e droghe non può essere separato dal contesto sociale e culturale in cui si sviluppa. In particolare, il modo in cui gli uomini vengono educati a vivere la propria identità di genere gioca un ruolo importante nei percorsi di consumo e, allo stesso tempo, nei processi di recupero. Nel contesto cileno i modelli dominanti di mascolinità sono ancora fortemente influenzati da una cultura machista.
Crescere come uomini, in molti contesti, significa imparare a essere forti, autonomi, resistenti, capaci di controllare le emozioni e di non mostrare vulnerabilità. Emozioni come la tristezza, la paura, la vergogna o il bisogno di aiuto vengono spesso percepite come segni di debolezza e quindi evitate o represse (Olavarría, 2017; Valdés e Olavarría, 1998). Questi comportamenti hanno conseguenze dirette sul consumo di sostanze stupefacenti. In Cile, i dati mostrano che l’uso di alcol e droghe è significativamente più diffuso tra gli uomini rispetto alle donne. Secondo il 16° Estudio Nacional de Drogas en Población General de Chile (SENDA, 2024), gli uomini presentano livelli di consumo più elevati per alcol, marijuana e cocaina. Per quanto riguarda l’alcol (consumo nell’ultimo mese), il 41,7% degli uomini dichiara di aver consumato alcolici, contro il 27,6% delle donne: una differenza di circa 14 punti percentuali. Anche per la marijuana (consumo nell’ultimo anno) emerge un forte divario di genere: il 14,0% degli uomini ne fa uso, rispetto al 6,3% delle donne. Nel caso della cocaina, la differenza è ancora più marcata: il consumo maschile raggiunge l’1,4%, mentre quello femminile si ferma allo 0,2% (SENDA, 2024).
Queste differenze possono essere legate a diversi fattori sociali e culturali.
Nel laboratorio emerge spesso come alcuni comportamenti siano maggiormente accettati o persino incoraggiati negli uomini, soprattutto in relazione al consumo di alcol. Parlando con i ragazzi della comunità terapeutica, ad esempio, l’alcol viene frequentemente normalizzato come parte della socialità maschile, quasi come un elemento “naturale” dello stare insieme. L’uso di altre sostanze come la marijuana e la cocaina, invece, appare talvolta collegato a forme di evasione o a modalità di gestione di emozioni difficili da esprimere apertamente. In questo senso, il consumo può diventare anche una risposta a modelli di mascolinità che lasciano poco spazio alla vulnerabilità emotiva.
Nel contesto del laboratorio di mascolinità i partecipanti si raccontano.

