Scritto da Simone Spezzi, volontario in Servizio Civile a Coronel Fabriciano nel progetto “CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE – BRASILE E CILE 2025”
Ci sono realtà che, a forza di ripetersi, rischiano di diventare invisibili. A Coronel Fabriciano, nello Stato di Minas Gerais, dove svolgo Servizio Civile, la presenza della droga è una di queste.
Capita spesso di vedere ragazzi molto giovani coinvolti nello spaccio o già segnati dalla dipendenza. Alcuni restano per ore agli angoli delle strade, altri dormono sui marciapiedi sotto effetto di sostanze, mentre le persone continuano a passare accanto a loro come se quella scena facesse ormai parte della normalità.
Anche i quotidiani locali riportano frequentemente episodi di giovani che perdono la vita in contesti legati al traffico di droga, a conflitti tra bande o a dispute territoriali. Vivendo qui, però, ciò che colpisce maggiormente non è soltanto la violenza, ma il modo in cui certe situazioni finiscono per essere accettate come inevitabili.
Durante il servizio nella comunità terapeutica, ho incontrato persone con storie molto diverse, ma accomunate da profonde fragilità familiari e sociali. Alcuni raccontano di aver iniziato a fare uso di sostanze ancora adolescenti, spesso in contesti dove la droga era presente quotidianamente. In molti casi emerge un forte senso di solitudine e la difficoltà di immaginare possibilità diverse dalla strada o dalla dipendenza.

