Scritto da Alice Scomazzon, Casco Bianco in Servizio Civile a Nairobi nel progetto “CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE – AFRICA 2025”
Credo che ciò che si lascia e ciò che si riceve non siano mai realmente separati. Mi piace pensare di lasciare una parte di me in ogni relazione costruita durante questo anno: il tempo dedicato, l’ascolto, la vicinanza nei momenti più difficili, ma anche le soddisfazioni condivise, le risate e tutti quei piccoli gesti quotidiani che hanno contribuito a creare un rapporto di fiducia con lo staff, le donne e i loro bambini.
Spero di aver lasciato qualcosa attraverso il lavoro svolto: le attività avviate, il rafforzamento del laboratorio di sartoria, i corsi organizzati, gli strumenti e le idee condivise con il team. Ma, ancora di più, spero di essere rimasta nei ricordi e nel cuore delle ragazze, anche semplicemente grazie al tempo trascorso insieme, ai momenti di confronto, alle confidenze, alle risate e alla quotidianità condivisa. Sono consapevole che nessuno può cambiare una realtà da solo e che il nostro passaggio rappresenta soltanto un piccolo tassello di un percorso molto più grande. Tuttavia, sapere di aver contribuito, anche solo in minima parte, a creare opportunità di autonomia, di riscatto e di soddisfazione – come la gioia che vedevo nei loro occhi quando riuscivano a vendere un prodotto realizzato con le proprie mani – è ciò che considero il risultato più importante.
Quello che porto con me, però, è immensamente più grande. Porto con me i volti, le storie e la straordinaria forza delle donne che ho incontrato, la loro capacità di ricominciare nonostante il dolore e le ingiustizie vissute. Porto con me il sorriso di Z., che, nonostante abbia perso entrambi i genitori in tenera età, riesce ogni giorno a trasmettere una gioia contagiosa. Oggi vive con la zia e frequenta il progetto, dove sta imparando il mestiere di sarta con il sogno di costruire un futuro migliore per sé e per suo figlio.

