Scritto da Giovanni Freddi, Casco Bianco in Servizio Civile a Marituba nel progetto “CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE – BRASILE 2024”

É inverno qui a Marituba, nel bairro (quartiere) Almir Gabriel, periferia adiacente alla città di Belem. Da queste parti, la stagione invernale non contempla il freddo; la temperatura può scendere al minimo di 20 gradi. La vera disdetta è la pioggia. Ogni anno, migliaia di famiglie si ritrovano nel bel mezzo della notte a dover sgomberare secchiate d’acqua fuori dalla propria abitazione. La pioggia è imprevedibile. Arriva in momenti alterni della giornata con acquazzoni della durata media di 30 minuti, e la conseguenza, in queste zone dove si soffre la mancanza di strade asfaltate, è la creazione di fiumi che impediscono la libera circolazione ai pedoni e rendono difficile la viabilità ai mezzi. Raramente ho visto qualcuno utilizzare le previsioni metereologiche; la pioggia si aspetta, si asseconda, se non c’è, va bene, se c’è, va bene lo stesso. Anzi, si spera che giornalmente faccia il suo dovere proteggendo il popolo dai discorsi sul cambiamento climatico, ancora poco diffusi in queste zone del pianeta.

Nelle favelas è meglio non farsi troppe domande. Il bairro Almir Gabriel ha tutti i presupposti per essere definito una favela. Qui nel quartiere girano pareri contrastanti su questo fatto, probabilmente perché il concetto di favela è molto labile, e spesso la gente di qui si attiene all’informazione che passa in TV confrontando i video che mostrano le grandi favelas di Rio de Janeiro con la propria realtà. Ma la stragrande maggioranza delle persone non ha mai avuto l’occasione di vedere con i propri occhi l’ex capitale, e uno schermo nasconde molto più di ciò che mostra. Una buona percentuale non è nemmeno uscita dal bairro. I soldi messi da parte per passeggiare, come si definisce qui la vacanza, sono scarsi. I più fortunati tra gli sfortunati possono permettersi sporadicamente una visita giornaliera alle isole che fanno parte dell’arcipelago di fronte alla metropoli. I più sfortunati una cena fuori. Anche il tempo è poco e spesso i figli da accudire sono molti, e di conseguenza la situazione si complica.

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