Scritto da Convertini Giulia e De Carlo Agnese, Caschi Bianchi in Servizio Civile a Scutari nel progetto “CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE – EURASIA 2025”
Il sistema educativo in Albania oggi appare come una realtà complessa e fragile attraversata da forti contrasti: da una parte riforme ambiziose e principi avanzati, come la “Strategia Nazionale per l’Istruzione 2021-2026”, che mira a migliorare qualità, inclusione e digitalizzazione della scuola, avvicinandola agli standard europei, dall’altra difficoltà quotidiane e strutturali che continuano a segnare la vita di molti studenti e studentesse. Storie, volti, percorsi che raccontano quanto il diritto all’istruzione non sia ancora garantito in modo equo per tutti/e. Le disuguaglianze sul tema dell’istruzione sono intersezionali ed emergono con forza i legami con genere, classe, etnia e aree interne.
Studenti e studentesse provenienti da famiglie a basso reddito e che vivono in zone rurali incontrano ostacoli concreti alla frequenza scolastica, fino ad arrivare anche all’abbandono precoce. Per molti il bisogno di contribuire al reddito e al lavoro di cura in ambito familiare diventa più urgente della propria istruzione. Non è una scelta ma una necessità.
Un caso emblematico che sintetizza molte di queste criticità è quello di una ragazza di 16 anni incontrata durante il progetto “Incontriamo la povertà” promosso dall’ass. Comunità Papa Giovanni XXIII qui a Scutari e che sostiene le famiglie in difficoltà attraverso la distribuzione di alimenti, aiuti economici e programmi di adozione a distanza. La madre della giovane, iscritta alla scuola secondaria superiore, ci racconta che sua figlia corre il rischio di abbandonare il percorso scolastico per preferire l’opzione del matrimonio combinato, che gioverebbe economicamente alla famiglia. Questa scelta evidenzia come fattori culturali, economici e di genere possano incidere profondamente sul diritto all’istruzione, limitando l’autodeterminazione e le prospettive future delle ragazze.
Queste difficoltà si intensificano ulteriormente per chi appartiene a minoranze etniche o vive in contesti di marginalità, dove alle difficoltà economiche si sommano discriminazioni e mancanza di servizi adeguati. In questi casi, la scuola, invece di essere uno spazio di riscatto, diventa un luogo di segregazione, in cui le disuguaglianze si riproducono.
Di fatto, la legislazione albanese — in particolare la Legge n. 96/2017 sulla Protezione delle Minoranze Nazionali e la Legge n. 69/2012 sull’Istruzione Pre‑Universitaria — riconosce nove minoranze nazionali e garantisce istruzione nella lingua madre con programmi bilingue e libri gratuiti.

