Oltre al conosciuto, la mia esperienza in Zambia

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Scritto da Aurora Prati, volontario in Servizio Civile a Ndola nel progetto “CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE – AFRICA 2025”

Mi chiamo Aurora e sono stata in Servizio Civile come Casco Bianco a Ndola, in Zambia, per sette mesi. Impegnarmi in questo percorso per un periodo di tempo così prolungato mi ha portata a uscire dal pensiero dello “star facendo volontariato”, perché quel luogo è diventata la mia realtà. Non si fermava solo alle ore obbligatorie di contratto, perché sono entrata in un mondo completamente diverso e ho iniziato a viverci dentro, al meglio delle mie possibilità. È diventata quotidianità.

Ho trascorso i primi cinque mesi nel progetto dedicato alla malnutrizione infantile, chiamato “Rainbow”; gli ultimi due, invece, sono andata a fare le visite a casa dei ragazzi adottati a distanza per scrivere i report annuali per le famiglie adottanti.
Io, insieme a Cesare, il Casco Bianco con cui ho condiviso il mio percorso nel progetto Rainbow, andavamo tutti i giorni in un centro nutrizionale diverso, per un totale di 12 centri in tutta Ndola, sparsi nei diversi quartieri. Lì ci riunivamo con le mamme che portavano i loro figli, ai quali, uno alla volta, venivano monitorati il peso e la circonferenza del braccio.
Successivamente, le “helper” zambiane dei centri svolgevano una semplice ricetta di cucina per insegnare alle mamme cosa preparare da mangiare ai loro bambini e tenevano una “health talk” per spiegare come mantenerli in salute. Prima di terminare le attività veniva poi preparato un porridge per i piccoli e si concludeva la giornata consegnando del cibo per i bambini alle mamme.
Grazie a questo progetto ho conosciuto Maxildah, una signora zambiana che coordina tutti i centri nutrizionali ed è operatrice all’interno di tre di essi. Maxi non è stata solo una tutor per il servizio che dovevo svolgere: è stata un’amica con cui scherzare, un sostegno morale, una confidente ma soprattutto la persona più “matta” che abbia mai incontrato. Lei rappresenta sicuramente una delle “cose che porto con me” di questo speciale periodo.

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