Il giardino della pazienza: dove si fermano le farfalle

servizio civile estero Testimonianze

Scritto da Diana Bandarica, volontario in Servizio Civile a Bucarest nel progetto “CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE – EURASIA 2025”

Dopo 6 mesi di servizio in Olanda, il 27 aprile 2026 sono arrivata alla Casa Fraternità a Bucarest, in Romania. È il mio Paese natale. Il viaggio è iniziato con una cena: c’erano volti nuovi, ma ho sentito subito un senso di tranquillità e di casa, e qualche sorriso non mancava. Proprio durante quella cena, sull’anta dell’armadio di fronte a me, ho visto un piccolo foglio, ho letto: “Non arrenderti alla fatica dell’amare”. Oggi, dopo 4 mesi, ho capito cosa significa portare un sorriso in un terreno fatto di così tanto dolore. In questa casa l’amore si vede e si sente sulle pareti piene di foto. Si capisce che la cura arriva da lontano, da chi è passato qui prima di me.

Qui a Bucarest le povertà sono tante. Il numero delle persone che vivono in strada è altissimo e aumenta sempre. Ho conosciuto questa realtà aiutando i Frati Missionari della Carità nel loro centro diurno e con l’attività dell’unità di strada. Lì impari che il cibo passa in secondo piano: quello che conta davvero è dare cura, attenzione e ascolto, permettendo all’altro di sentirsi al sicuro anche solo per pochi minuti.

La magia inizia già quando prepariamo da mangiare tutti insieme nella Casa Fraternità. Cucinare è gioia, gioco e risate. Anche quando ci sono piccolissime tensioni tra noi volontari, le affrontiamo insieme. Così, quando andiamo in strada, ci sentiamo un gruppo unito che si aiuta, ma profondamente umano e fatto talvolta anche di tensioni. Diventiamo come un piatto fatto di pace, amore e ascolto da donare all’altro.

E credo che la cosa che aiuti di più le persone a fidarsi e a raccontarci i loro pesi sia proprio vedere noi ragazzi: giovani, pieni di amore, di sguardi puliti, di speranza, di sorrisi e così uniti.

Un’altra realtà preziosa è il centro residenziale Don Orione, che accoglie bambini, giovani adulti con disabilità e anziani. Lì dedichiamo le nostre giornate soprattutto a bambini e giovani adulti con disabilità gravi, sia motorie che cognitive. Lì c’è una bellezza infinita e si respira un amore puro. Essere presenti con loro nei loro dolori fisici, nella sofferenza e nell’abbandono è faticoso. L’amore per la vita si moltiplica. Diventa una carezza su una mano contratta, su quei corpi paralizzati, e si trasforma in occhi grandi che parlano e comunicano risate. Lì ho sentito di riceve più amore di quel che ero capace a dare. All’inizio l’approccio con la disabilità è stato scomodo, come indossare vestiti non tuoi. Ti fai domande grandi come: cosa significa amare? Noi volontari pratichiamo l’arte della pazienza: un’accoglienza fatta di attesa, dove la cura si esprime nel saper aspettare quei piccoli gesti che arrivano lenti e i sorrisi che arrivano piano. Impariamo ad aspettare con fiducia.

Bucarest è una città di contrasti forti…

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO SU ANTENNE DI PACE