Scritto da Agnese De Carlo, volontaria in Servizio Civile a Shkodër nel progetto “CASCHI BIANCHI CORPO CIVILE DI PACE – EURASIA 2025”
Quest’anno in Albania è stato un percorso fatto di alti e bassi, durante il quale ho scoperto nuovi aspetti di me stessa e ho cercato di mettermi in gioco in una realtà completamente diversa.
I primi mesi, tra la pioggia, mille pensieri e tante novità da scoprire, sono sembrati lunghi. Ogni passo era qualcosa di nuovo, un’occasione per imparare e prendere confidenza. Eppure, quasi senza accorgermene, in un battito di ciglia sono già passati nove mesi.
Nove mesi pieni di momenti felici, di musica, danze, scoperte, tantissime risate e anche qualche lacrima. Nove mesi fatti di incontri, di abitudini che piano piano sono diventate casa, di persone che hanno reso questo luogo speciale.
Alla domanda “Cosa lascio e cosa porto con me?” non riesco a dare una risposta semplice.
Non ho la pretesa di aver lasciato qualcosa alle donne che ho incontrato o al progetto che, prima di tutto, ha accolto me. Mi piace però pensare che il tempo trascorso insieme sia stato prezioso anche per loro, così come lo è stato per me. Spero che, ripensando ai mesi condivisi, riaffiorino il sorriso di una cena insieme, una chiacchierata fino a sera, una passeggiata in pedonale o uno dei tanti piccoli momenti di quotidianità che, senza accorgercene, hanno reso speciale questo anno.
Quello che porto con me è molto più grande: una maggiore consapevolezza del mondo che mi circonda e della ricchezza delle sue diversità, una conoscenza più profonda di me stessa, dei miei limiti ma anche delle mie risorse.
Porto con me un anno ricco di ricordi che continueranno a scaldarmi il cuore. Porterò con me i volti, i luoghi, i colori, le canzoni e tutte quelle piccole cose che oggi sembrano normali, ma che un domani mi mancheranno. E sono certa che, nelle inevitabili giornate di pioggia, il pensiero volerà sempre a Shkodër, facendomi sorridere e ricordandomi che, per nove mesi, un pezzetto di casa è stato anche qui.

